Iternational Web Post

Anche da Presidente della CCI, l’ex console Luljeta Cobanaj mantiene aperto il dialogo e trasforma la Camera in una casa per tutti gli albanesi.

La stessa linea che seguiva ai tempi del suo consolato (non a caso definito come “la casa di tutti gli albanesi”), lo stesso spirito e desiderio di fare qualcosa per i suoi cittadini, migranti come lei. Questo caratterizza ancora oggi l’operato di Luljeta Cobanaj, che continua a dimostrare che ciò che conta sono le relazioni umane, l’impegno nel lavoro frutto della creazione di un gruppo solido e unito, in cui ognuno ha il suo preciso ruolo.

La sala delle Acli in Via Luini si è riempita di ospiti come mai in nessun’altra occasione. Milano è grande ma è anche fredda, gli impegni sono tanti e le relazioni tra le persone si riducono a saluti veloci. Riuscire a riunire così tante persone insieme in una serata e, soprattutto, i cittadini albanesi, costituisce già un’importante conquista.

Ex-Console Generale dell’Albania ed oggi Presidente della CCI, Luljeta ha saputo ancora una volta trasformare la Camera nella “casa di tutti”, come il Consolato che una volta rappresentava.

Così, in occasione dell’inaugurazione della Camera di Commercio e dell’Industria Albanese (in via Larga 8, Milano) si è tenuto un incontro tra i rappresentanti della CCI e gli imprenditori albanesi in Lombardia, rappresentanti della Rete Imprenditori Albanesi in Diaspora nelle figure di Mustaf Abazi, imprenditore di successo a Berlino, e Vat Marashi, Presidente RIDA Italia. I saluti iniziali sono stati curati dal Segretario Generale ACLI per la Regione Lombardia, Antonio Lagrotteria, il quale ha ringraziato la comunità albanese per lo spirito di iniziativa e di collaborazione che negli anni ha saputo costruire e mantenere con la loro associazione, riportando i saluti del Presidente EINAP Lombardia, Gianbattista Armelloni.

Tra i presenti c’erano tante rappresentanze Istituzionali, come il Console della Repubblica della Macedonia a Venezia, Sig. Muhamed Rakipi, e la Consigliera del Comune di Milano per le Pari Opportunità Diana De Marchi, che nel corso del suo intervento ha ringraziato la comunità albanese per l’impegno profuso. Portando i saluti del Sindaco Sala, racconta di una Milano sempre più disponibile e aperta anche grazie al lavoro di tante associazioni e realtà imprenditoriali come quelle della comunità albanese nel capoluogo lombardo.

L’arrivo del Ministro della Diaspora Albanese da Tirana è stato senz’altro la prova di un serio e responsabile incontro che mira ad unire non solo gli imprenditori ma anche le rappresentanze di tante associazioni di carattere civile e culturale che i cittadini albanesi hanno creato in questi anni in emigrazione, come i rappresentanti di associazioni importanti che vivono in Lombardia: Dava Gjoka, Petrit Aliaj, Besmir Rrjolli, Leda Meçe etc.

L’incontro è stato moderato dalla nota giornalista albanese Eni Vasili, che per l’occasione ha ricordato agli invitati in sala l’importanza di questo anno in memoria della figura dell’Eroe Nazionale Albanese Gjergj Kastrioti Skenderbe e ha invitato a cantare l’inno Nazionale sulle note del famoso cantante lirico Kastriot Tusha, giunto anch’egli da Tirana.

Nel suo saluto, il Ministro della Diaspora Albanese Pandeli Majko si dice privilegiato a partecipare a un incontro di questo spessore. “L’Albania guarda alla Diaspora con un occhio diverso, oggi sono qui per dirvi che le misure che il governo albanese ha intrapreso in materia, come la Commissione per la diaspora e il Comitato a essa dedicato, sono il segno di una visione diversa che vuole avvicinare e rendere la Diaspora un attore attivo in tutti i settori della vita quotidiana nel paese di origine”.

Il Ministro era accompagnato dal Responsabile dell’Agenzia Nazionale per lo sviluppo della Diaspora, la Direttrice per il Fondo dello Sviluppo e il Console di Milano Faik Deshnica.

Luljeta Çobanaj ha ringraziato tutti gli ospiti e rappresentanti della Camera soffermandosi sul senso che lei stessa vuole dare a questa istituzione, quello dell’Unione non solo tra imprenditori ma anche della società civile, le associazioni culturali e le organizzazioni che oggi, dopo 30 anni, compongono e arricchiscono la diaspora albanese: “Ci siamo soffermati sugli errori, sui suggerimenti e desideri di ciascuno e abbiamo cercato di rimediare capendo che insieme si può fare”. L’ufficio che lei ama chiamare “Casa” è stato costruito grazie al lavoro degli ingegneri albanesi, degli architetti, e i materiali che loro stessi producono. “Abbiamo lucidato il parquet, abbiamo messo i mobili e sistemato i cassetti come le migliori casalinghe di Permet (onore a mia Madre), abbiamo fatto la nostra casa come sognavamo, la Camera di Commercio e Industria albanese”.

Ci sono 32mila imprese albanesi in Italia, solo a Milano ben 1600. Secondo l’Istat, in Italia risiedono 600mila albanesi, di cui 100mila hanno la doppia cittadinanza: “Questa è la storia di una comunità che ha superato l’esame più difficile della vita con pieno successo” conclude Luljeta Çobanaj.

In Albania oggi risiedono 35mila italiani, tra cui tanti studenti, che operano in 4200 imprese di capitale misto italiano, nel commercio, nel settore terziario, etc. Si è creata così un’identità con un partner strategico economico di grande importanza. Negli ultimi 5 anni il numero dei visitatori italiani in Albania è raddoppiato da 125mila a 266mila: numeri che chiedono una nuova sinergia da trasmettere, nuovi progetti per far crescere l’economia, il benessere, e creare nuovi posti di lavoro.

Da un anno le aziende di successo hanno deciso di creare la CCI, nata dall’esigenza di essere appoggiate sia in Albania che in Italia. “Il desiderio dei nostri due popoli non è uguale con altri paesi – dice Ergys L., esperto bancario – per promuovere e supportare l’alto flusso di cooperazione che c’è sempre stato tra Italia e Albania”.

Il Professor Ruben Razzante, Docente di diritto della comunicazione con le imprese medie alla Cattolica di Milano, parla di innovazione tecnologica come elemento importante e cruciale per lo sviluppo e la crescita economica. “In Italia non si crede abbastanza nella digitalizzazione, guardando ancora con sospetto l’ambiente digitale: le scelte dei governi italiani riflettono questo scetticismo. Soffriamo di un ritardo infrastrutturale, di un ritardo culturale che si lega a un divario digitale, nel senso che c’è almeno un terzo della popolazione che non padroneggia l’utilizzo delle tecnologie. Un terzo divario è quello relativo alla tutela dei diritti in rete, delle imprese, delle pubbliche relazioni e dei cittadini”.

Secondo gli studi del CENSIS, tra pochi anni in Italia mancheranno alcune figure di lavoro con competenze digitali, a cui potrebbe sopperire l’Albania, che attualmente sta investendo molto in questo campo. Diversamente si può dire della Lombardia, dove invece della politica sono stati i singoli, le associazioni a farsi promotori del settore di digitalizzazione. Ciò è evidente nel boom delle start up nella regione, che è il fiore all’occhiello di un Paese in ritardo e che costituisce un’ispirazione per le imprese albanesi. Queste ultime trovano l’humus ideale in una terra come la Lombardia, in grado di accoglierle ed esaltare al meglio le loro potenzialità.

Nikolin Jaka, Presidente della CC italiana in Albania creata dal 1995 – segno questo che fin dai primi anni ‘90 l’imprenditoria italiana ha visto l’Albania come un potenziale per lo sviluppo dei suoi settori – promette coordinamento e interesse comune tra Tirana e Milano, con lo scopo di aiutare a migliorare l’economia albanese.

Il rappresentante della CCI Ylli Ujka ringrazia il Belpaese per l’ospitalità e fornisce dati statistici sulle agevolazioni che l’Albania offre alle imprese estere che vogliono investire nel paese delle aquile, in cui vige un regime fiscale diverso da quello italiano, non discriminatorio tra investitori albanesi o esteri, in cui la forza lavoro è altamente creativa e il 57% ha un’età sotto i 35 anni. Gli albanesi sono giovani che sanno le lingue, tra cui italiano, greco, francese e inglese. In Albania il salario minimo è di quasi 177 euro e per aprire un’impresa ci metti 24 ore a costo zero. Il sistema fiscale prevede un’iva del 20%, i dazi doganali da 0 a 15% e l’imposta sull’utile del 15% che non viene applicata alle piccole imprese. L’Albania ha sottoscritto accordi con più di 30 paesi per evitare le doppie impostazioni e non resta altro, dice Ylli Ujka, se non “creare network e alleggerire l’import-export”.

La Conferenza si è conclusa con il saluto del Console Onorario della Repubblica d’Albania a Lugano, Avv. Marco Compagnini, che ringrazia in particolar modo la Comodity Trading Association di Marco Passaria, che ha permesso la creazione di questo Consolato in un luogo come la Svizzera, dove 2 milioni di persone sono cittadini stranieri (tra cui 100 mila solo nel Ticino). Tra la popolazione straniera in Svizzera si contano solo 1620 albanesi e 112,246 kosovari. “La Svizzera offre condizioni favorevoli per l’integrazione degli stranieri, la pluralità e integrità che diventano per tutti opportunità – sostiene Compagnino – offrendo a tanti stranieri la possibilità di investire in un clima di stabilità economica che si respira in tutto il Paese”.

 

Besmira Uruci, Vice Presidente della Camera di Commercio d’Albania a Lussemburgo, ringrazia l’House of Start Up lussemburghese, che insieme a loro ha scelto delle start up albanesi nel servizio di gestione e di comunicazione per appoggiarli e promuoverli. “Se il Governo Albanese adotterà le politiche giuste, l’Albania potrebbe diventare la prossima India o Ucraina per quanto riguarda l’outsourcing dei servizi IT”, conclude Uruci, chiedendo se sarà possibile la creazione di una Camera di Coordinamento in Albania in grado di favorire lo sviluppo del Paese creando una sorta di network tra tutte le camere.

Dopo le varie premiazioni a personaggi che hanno contribuito alla creazione della CCI e alla promozione di questo evento, la serata si è conclusa in una cena al ristorante MIB, in via Negri, animata dalla musica del pianista Arjan Brahimi, con il famoso tenore albanese Kastriot Tusha, la cantante Blerina Braka e il noto attore Florian Binaj, che si è calato nelle vesti del Premier Albanese Edi Rama. La serata è stata dedicata al ricordo dell’Eroe Nazionale Albanese Gjergj Kastrioti Skenderbe nell’anno a lui intitolato.

Marsela Koci